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Scuola - Decreto Gelmini. La spiegazione su You tube della Maestra Marina e Lettera del coordinamento genitori - insegnanti

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Scuola - Decreto Gelmini. La spiegazione su You tube della Maestra Marina e Lettera del coordinamento genitori - insegnanti

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Mer 08 Ott 2008, 14:11

IL VIDEO

Guardate il video di MaestraMarina su YouTube:

http://it.youtube.com/watch?v=Nvy-HqvlJkc

E' molto chiaro ed esplicativo delle proteste di genitori e insegnanti e di tutto personale della scuola sul decreto Gelmini.

LETTERA DEL COORDINAMENTO GENITORI - INSEGNANTI

Il maestro unico

Il decreto 137 emanato il 1 settembre contiene anche la norma sulla restaurazione del maestro unico nella scuola elementare, e diverrà legge se approvato entro 60 giorni.

Il ministro Gelmini ha dichiarato:
"In passato è stato introdotto il modulo, che prevedeva tre maestre, per cercare di creare occupazione attraverso la scuola. Ora dobbiamo mettere al centro gli studenti. Avere un maestro unico nella scuola primaria risponde non solo all'esigenza di razionalizzare ma anche a un'esigenza pedagogica. E' un modo non per tornare al passato ma per centrare la scuola sull'esigenza di apprendimento del ragazzo".

No, ministro Gelmini! Lei toglie ai bambini e alle famiglie di questo Paese, al Paese stesso, un modello di scuola che dà tante cose in più e che dal prossimo anno non darà più. Ci stiamo ponendo tante domande sul futuro della scuola elementare. Proviamo ad elencarle e a dare alcune risposte:

- Come funziona attualmente il tempo scuola nella elementare?

Nel modulo tre docenti lavorano su due classi, con un orario per gli alunni di 30/34 ore a settimana (variabili se gli alunni consumano i pasti a scuola nelle giornate di tempo più lungo); nel tempo pieno due insegnanti coprono 40 ore di attività settimanali dei bambini di una classe.

- Qual è l’orario di lavoro degli insegnanti?

La legge 148 mantiene 22 ore di lavoro settimanali, più 2 dedicate alla programmazione e circa 4 di riunioni e lavori di team docente. Oltre a queste ore, c’è il lavoro di studio e preparazione della didattica. Le poche ore di contemporaneità, nelle quali due docenti della stessa classe sono presenti entrambi a scuola con i bambini, servono a realizzare percorsi individualizzati per alunni o gruppi che hanno bisogno di attenzione specifica.

- Quante ore di scuola avranno i bambini dal prossimo anno scolastico?

24 ore a settimana con un solo insegnante, cioè 4 ore per 6 giorni o 5 ore e 20 minuti per 5 giorni

- Cosa insegnerà l'unico maestro della classe?

Tutte le materie, forse esclusa la Religione Cattolica.

- E l'insegnamento della lingua straniera ?

Il ministero sta spingendo perché tutti i maestri in servizio insegnino l'inglese nella propria classe, con le competenza già possedute (a volte non adeguate) o corsi annuali.

- E le competenze specifiche acquisite dagli insegnanti nel corso degli anni, permettendo loro di specializzare la didattica, mantenendo sempre un approccio integrato tra discipline?

Sarà tutto vanificato dalla necessità di insegnare poco di tutto in tempi ristretti.

- Quante attività di ricerca e di approfondimento, quanto gioco finalizzato all'apprendimento attivo si potranno realizzare con 24 ore di funzionamento settimanale?

Nulla: queste attività richiedono tempo, presenza di più docenti e tempo per la programmazione

-Quali laboratori (scienze, pittura, musica, teatro, danza, cinema...) potranno essere attivati?

Nessuno, durante le 24 ore.

- Quante uscite sul territorio, quante gite culturali, quanti campi scuola si potranno fare?

Nessuno.

- Chi si occuperà dei bambini stranieri a integrarsi e ad apprendere la lingua?

Nessuno.

- Come si potrnno aiutare i bambini che hanno più carenze o assistere quelli diversamente abili in mancanza di docenti di sostegno, fortemente ridotti in tutta Italia, e delle ore di compresenza?

Ai bambini non potrà essere garantito l'insegnamento individualizzato.

- E le mense e il tempo scuola ?

In molti comuni le famiglie dovranno riorganizzare il proprio tempo per far fronte alla mancanza di mense oppure esse verranno gestite dal personale comunale, diverso dai docenti, personale estraneo alla relazione didattica. Torneranno probabilmente i doposcuola pagati però dalle famiglie o dagli enti locali.

- Cosa significa che le scuole diventeranno fondazioni?

Le scuole - fondazioni non risponderanno più al dettato Costituzionale ma ad un Consiglio di Amministrazione privatizzato che finanzierà le attività e sceglierà gli insegnanti. Sarà la fine della scuola che opera secondo indirizzi unitari su tutto il territorio nazionale e forma la cittadinanza italiana.

Immaginiamo la giornata scolastica dal 1 settembre 2009:
I bambini in classe sono sempre con lo stesso insegnante che potrà svolgere solo lezioni “frontali”. Niente gruppi di lavoro, niente pause, niente laboratori. Nelle 24 ore sono comprese 2 ore di Religione Cattolica, informatica, inglese, attività motoria, musica e forse qualche disegno.

Quanto resta per l'apprendimento di italiano, matematica, scienze, storia, geografia e studi sociali (che la ministro ha ribattezzato”” Educazione alla cittadinanza e alla Costituzione” fingendo di aver inventato una nuova materia)?
Forse due ore al giorno. Niente interdisciplinarietà. La conoscenza non si costruirà in modo collettivo, ma con l'acquisizione di nozioni sul libro e con molti esercizi a casa. E’ la fine del Tempo Pieno, che non vuol dire una somma di ore, ma un modello pedagogico che integra le conoscenze e si basa sul metodo di ricerca attivo.

Dunque ministro Gelmini, sono proprio gli studenti che si stanno mettendo al centro dell'attenzione? Ma di quali esigenze pedagogiche si parla?
Questa “ innovazione” è basata solo su esigenze di cassa, ma distrugge la ricchezza di una scuola pubblica che è considerata tra le migliori del mondo. Così ci impedisce di pensare ad un futuro migliore per in nostri figli.
In quanto poi all'occupazione nella scuola, una tale ristrutturazione porterà alla perdita di 87.000 posti di lavoro.

Il Tempo pieno, oggi presente in maniera molto diseguale sul territorio nazionale, ( 90% delle classi nelle grandi città del Centro Nord e 4% di quelle del Sud, dove ce ne sarebbe più bisogno, soprattutto per colmare i disagi sociali e culturali) verrà probabilmente azzerato nei territori “deboli” e mantenuto, ma a spese delle famiglie e degli Enti Locali, nelle zone più ricche.

Il dimagrimento imposto alla scuola elementare servirà in realtà per distribuire alle regioni, in un Italia federata, un servizio poco costoso che poi solo le regioni più ricche potranno rendere migliore e più qualificato, ovvero per privatizzare la scuola.



Il coordinamento genitori – insegnanti c/o Scuola Iqbal Masih - Roma

Roma, 8 settembre 2008


Ultima modifica di Tina il Lun 20 Ott 2008, 17:20, modificato 2 volte
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Cosa sta succedendo oggi nella scuola? 10 domande 10 risposte

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Mer 08 Ott 2008, 15:18

10 domande – 10 risposte
per capire ciò che sta succedendo davvero nella scuola


1)Che cosa prevedono i provvedimenti varati dal governo?


Prima di tutto il decreto 112, poi trasformato in legge 133 all'inizio di agosto, prevede la
soppressione di 87.000 posti di insegnamento e di 43.000 di personale ATA. Il decreto 137 del 1°
settembre prevede poi che, « nell'ambito degli obiettivi di contenimento » (cioè per applicare questi
tagli), le scuole « costituiscano classi affidate ad un unico maestro e funzionanti per 24 ore
settimanali.». Al di fuori delle 24 ore non verrebbero più garantite le classi, gli insegnanti stabili,
l'organico necessario, la gratuità del servizio. La qualità della didattica si abbasserebbe. Il Tempo
Pieno sarebbe rimesso in causa, così come i Moduli Gli alunni nelle classi aumenterebbero.


2) Ma perché il ministro ha allora assicurato che il Tempo Pieno non verrà toccato?


Come già la Moratti, il ministro Gelmini gioca con le parole. Il decreto prevede che al di fuori delle
24 ore, singolarmente, le famiglie possano chiedere di lasciare il loro figlio a scuola per un tempo
più « ampio ». Ma per comprendere che cosa succederebbe bisogna prima di tutto avere chiaro
che cos'è il Tempo Pieno. Il Tempo Pieno non è la semplice copertura delle 40 ore settimanali. Il
Tempo Pieno è fatto da due insegnanti statali titolari per ogni classe, con i bambini che
frequentano 40 ore, mentre gli insegnanti ne fanno 44 (22 a testa). Questo significa che ci sono 4
ore di « compresenza » (tutti e due gli insegnanti in classe) per attività particolari, recupero dei
bambini in difficoltà, uscite.... Ma specialmente ciò significa che su una classe ci sono 2 insegnanti
(statali) che hanno con i bambini un rapporto continuativo e costruttivo, non spezzettato.


3) Che fine farebbe tutto questo?


Poiché l'orario normale diventerebbe di 24 ore, ci sono solo due possibilità: a) le famiglie pagano il
servizio delle ore mancanti (pomeriggi), oppure, b) oltre le 24 ore lo Stato assicura solo la «
copertura » dell'orario, ma con le cosiddette « classi spezzatino », cioè con un cambio continuo di
insegnanti e compagni.


4) Che cos'è una « classe spezzatino » e come si realizzerebbe?


« Classe spezzatino » è il nome che insegnanti e genitori hanno dato a quelle classi che, a causa
dei tagli già avvenuti in questi anni, si sono trovate a non avere più 2 insegnanti titolari (o 3 nel
Modulo). Per coprire lo stesso le 40 ore (30 nel Modulo) si è allora proceduto nella direzione che lo
stesso ministro Gelmini ha spiegato in questi giorni: eliminare le compresenze e quindi « liberare »
dei « pacchetti » di ore in cui gli insegnanti possono intervenire in classi diverse dalla propria. Ma
poiché questi « pacchetti » sono di 2 ore per ogni insegnante, per coprire tutto l'orario si arriva ad
avere anche 7-8 e più insegnanti su una classe, oppure a mescolare le classi nelle ore di mensa, in
alcuni pomeriggi etc...


5) Ci sarebbe quindi più caos di oggi?


Sì, contrariamente a ciò che dice la Gelmini. Il ministro utilizza il caos che si è creato in questi anni
proprio con i primi orari « spezzatino » per dire in modo demagogico che ci sarebbe bisogno di
tornare ad una sola figura di riferimento... Ma il suo modello non farebbe che peggiorare la
situazione. Il caos di questi anni è determinato proprio dai tagli dei posti e dalla rottura della regola
« due insegnanti titolari ogni classe a Tempo Pieno e tre ogni classe a Modulo ». L'inganno del
« maestro unico » porta un danno alla didattica e alla stabilità del rapporto alunni-insegnanti, oltre
a portare disagi e costi per le famiglie .... In pratica, dopo aver creato i primi disagi, oggi il governo
li usa come un pifferaio magico che trascina tutti al peggio.


6) Sembra di tornare al « tutor » della Moratti?


Certo. Chi farebbe infatti il « maestro unico »? E chi quello che gira tra le classi, sempre a
disposizione per mense, pomeriggi etc...? Nei fatti si ripropone non solo il tutor, ma l'intero
impianto di scuola proposto dalla Moratti, con un orario minimo per tutti e il resto a scelta
individuale, i gruppi flessibili al posto delle classi al pomeriggio, i raggruppamenti nelle ore di
mensa.... In più va considerato che con la proposta di legge Aprea tutto questo potrebbe
condizionare anche lo stipendio degli insegnanti.....


7) Che cosa prevede la proposta di legge Aprea?


1) La possibilità di trasformare le singole scuole pubbliche statali in « fondazioni », cioè istituzioni
private; 2) la trasformazione dei consigli d'istituto in « consigli d'amministrazione » di cui farebbero
parte i privati che potrebbero condizionare programmi e didattica, istituire tasse etc...; 3) concorsi
indetti scuola per scuola che legalizzerebbero il clientelismo e segnerebbero la fine della libertà
d'insegnamento; 4) aumenti di stipendio solo più per pochi insegnanti, legati al giudizio annuale del
dirigente e di colleghi « esperti », cioè alla disponibilità ad applicare le « riforme »; 5) fine del
contratto nazionale e determinazione per legge di tutte le materie che riguardano gli insegnanti
(orari di lavoro, diritti etc...);


8)Si tratterebbe quindi di una vera privatizzazione della scuola...


Sarebbe in effetti il colpo finale. Dopo che la Moratti ha eliminato i Programmi Nazionali e il
ministro Fioroni non li ha ristabiliti, dopo che le scuole hanno cominciato a differenziarsi sempre di
più, a imporre anche qualche contributo alle famiglie, a farsi pubblicità per strapparsi i « clienti »,
questi provvedimenti cambierebbero la natura stessa della scuola che non si potrebbe più definire
« pubblica » e tanto meno « statale ».


9) Che cosa si prevede per le scuole superiori?


Negli ultimi giorni è apparsa la proposta di ridurre a quattro gli anni dei licei e degli istituti tecnici e
professionali, di eliminare tutta una serie di indirizzi, di accorpare molte classi di insegnamento.
Inoltre si prevede di ridurre le ore di lezione. Sono proposte già presentate in passato con due soli
obiettivi: tagliare le spese, e dunque la preparazione dei ragazzi, e eliminare i titoli di studio oggi
rilasciati, legalmente riconosciuti e validi nel mondo del lavoro (geometra, ragioniere, perito...).


10) Che cosa prevede il federalismo presentato in questi giorni?


Per la scuola si prevede la regionalizzazione completa del sistema e quindi la fine della scuola
della Repubblica, uguale in tutto il Paese. Ogni Regione avrebbe proprie leggi, tasse etc... I
contratti nazionali (e non solo quelli degli insegnanti) sarebbero distrutti. Con i tagli che si
prospettano per le Regioni, poi, ci troveremmo ben presto a confrontarci con ulteriori attacchi, ma
questa volta divisi regione per regione e senza possibilità di difendere la scuola in modo unito dal
nord al sud del Paese.


Insegnanti, genitori, cittadini: fate conoscere nelle scuole, nei luoghi di lavoro, tra i
conoscenti, la realtà che il governo nasconde!

Insegnanti e genitori per il ritiro della riforma dei cicli e la difesa della scuola pubblica
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La sola ragione è: TAGLIARE

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Mer 08 Ott 2008, 15:29

LA SOLA RAGIONE E’ TAGLIARE,
e pensare che la nostra scuola elementare pubblica statale
è tra le prime nel mondo, proprio perché moduli e tempo
pieno hanno risposto e rispondono ad un bisogno di
istruzione sempre maggiore.

IL RISULTATO?
UNA scuola pubblica IMPOVERITA
CON MENO ORE DI LEZIONE
DOCENTI più soli e meno specializzati
in CLASSI sempre più NUMEROSE e COMPLESSE.
CONTRASTIAMO insieme questo tentativo del governo di
fare cassa sulla pelle dei bambini. Chiediamo qualità,
pretendiamo un futuro migliore per tutti.


“MAESTRO UNICO”
L’introduzione di un unico insegnante comporta:
- l’impossibilità di impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e
sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte
didattiche, agli stili di apprendimento. Ogni insegnante tornerà ad essere solo di
fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine;
- - l’impossibilità ad effettuare le uscite didattiche. Per evidenti questioni di
sicurezza il singolo insegnante non potrà uscire dalla scuola con la classe. Fino
ad oggi questa pratica era possibile per la presenza di più insegnanti e delle
compresenze.
- - l’impossibilità per i genitori a rapportarsi ad un team di insegnanti. Il riferimento
diventerà unico, senza appello, senza possibilità di un confronto a più voci, in
un’epoca complessa che non ha bisogno di semplificazioni banali.
- - l’impossibilità ad effettuare una didattica di recupero e di arricchimento
dell’offerta formativa perché spariranno le compresenze e quindi la possibilità di
organizzare percorsi specifici per alunni in difficoltà o attività di arricchimento
che prevedano lavori di gruppo.

RIDUZIONE DEL TEMPO SCUOLA
Non avremo più il Tempo Pieno così come è stato fino ad ora (40 ore settimanali,
due insegnanti su una classe con quattro ore di compresenza) e il Tempo
Modulare
( 27/30 ore settimanali, tre insegnanti su due classi) ma un tempo scuola affidato la
mattina ad un unico insegnante di classe e per il pomeriggio un dopo scuola
presumibilmente a pagamento gestito da soggetti non bene identificati senza
neanche la garanzia delle 40 ore settimanali (Il Decreto Legge 2008 n.137 del 1
settembre art. 4 prevede “classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti per
24 ore settimanali”).

AUMENTO DEL NUMERO DEGLI ALUNNI PER CLASSE
Il taglio previsto di 87.000 posti docente comporterà entro il 2012 l’aumento di 4-5
alunni per classe fino a formare classi di 35 alunni con conseguenze gravissime
sulla didattica e sulla sicurezza ( Legge n.133 del 6 agosto 2008).

INSEGNANTI DI SOSTEGNO ADDIO
L’introduzione dell’insegnante unico e l’aumento degli alunni per classe mette a
rischio l’integrazione degli alunni diversamente abili e/o in difficoltà di
apprendimento. Le famiglie verranno lasciate ancora più sole e sarà leso il diritto
allo studio di ogni bambino.

VOTO IN CONDOTTA
Può sembrare uno strumento di risposta al fenomeno del bullismo. In realtà il voto
in condotta andrà a sostituire la valutazione globale e complessiva dell’alunno:
attualmente nel momento valutativo entrano la dimensione intellettuale e cognitiva,
quella emotivo-affettiva e tutti quei fattori extrascolastici (ambiente sociale,
culturale, familiare, ecc.) che condizionano il modo di essere e di comportarsi
dell’alunno all’interno della scuola.


L’introduzione del voto in condotta rischia di:
- esonerare la scuola e la società da ogni responsabilità;
- favorire la dispersione scolastica;
- avviare un ritorno alle classi differenziali in cui far confluire gli scolari che
creano “fastidi” allo svolgimento del programma.

TAGLI ANCHE PER LE SUPPLENZE E PER IL FUNZIONAMENTO DELLE
SCUOLE
La ministra Gelmini continua a dire che vuole una scuola “seria, affidabile e
rigorosa” e poi non si preoccupa minimamente che le scuole abbiano i soldi per
pagare le supplenze temporanee e per il funzionamento amministrativo e didattico.
I tagli al finanziamento per le supplenze brevi si traducono in un forte disagio per i
bambini che spesso vengono divisi in altre classi a non far niente.
Non è più possibile acquistare materiale per la segreteria, la carta per le fotocopie,
il toner, i programmi per i PC, i sussidi didattici, ecc…I soldi si sono ridotti
quest’anno a circa la metà di quelli del 2007. La maggior parte dei Consigli di
Circolo e di Istituto sono stati costretti a richiedere dei contributi volontari ai genitori
contraddicendo l’art.34 della Costituzione che prevede la gratuità dell’istruzione
obbligatoria.
Stanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole (in milioni di Euro)
Anni 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008* Var. 2001/08
stanziamenti 331 248 187 208 185 110 108 60 - 81,9 %
*Fonte : Tabella n.7 Bilancio di previsione dello Stato per l’a. f. 2008
Parallelamente aumentano i finanziamenti alle scuole private, in violazione
dell’art.33 della Costituzione: “ enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti
di educazione, senza oneri per lo Stato.”
I TAGLI AI FINANZIAMENTI PER LE SUPPLENZE ( milioni di Euro)
Anni 2004 2005 2006 2007 2008* Var. 2004/08
Stanziamento 889 766 598 573 246 72,4
Fonte : *Tabella n.7 Bilancio di previsione dello Stato per l’a. f. 2008
Finanziamenti alle scuole paritario (private) in Euro
Odine di scuola 2001 Ultimo governo
di centrosinistra 1966-2001
2006 Ultimo governo
di centrodestra 2001-2006
Infanzia (materne) 349.265.240 355.115.016
Primarie (elementari) 118.223.182 160.201.665
Secondarie (medie e superiori) 5.556.560 6.994.163
Integrazione handicap 3.615.198 10.000.000
Legge 440 scuole sec. Sup. --- 4.500.000
Bonus genitori a.s. 2005-2006 --- 30.000.000
TOTALE 476.660.280 566.810.884

Fonte: Agese Il Sole 24 ore 10/10/2007
N.B. Nel 2007 il ministro Fioroni ha incrementato il contributo dello stato alle scuole private per 100 milioni
di euro. Le stesse scuole private fruiscono di altri cospicui finanziamenti pubblici da parte di Regioni,
Province e comuni

TAGLI PER TUTTI
In tutti gli ordini di scuola si sta programmando un taglio di oltre 2.000 scuole nel
Paese (quelle con meno di 600 alunni) che porterà ad aumentare studenti ed alunni
pendolari, con grandi spese di trasporto, fatiche e disagi per bambini, studenti e
genitori.
Senza alcuna motivazione si taglia il 17% del personale non docente: 700 direttori
amministrativi, 10.452 personale di segreteria, 3.965 assistenti tecnici per i
laboratori, 29.076 collaboratori scolastici (bidelli), in totale 44.500 posti di non
docenti “risparmiati”. Già oggi questo personale è estremamente carente e ulteriori
tagli priveranno gli insegnanti e gli alunni dell’ausilio e della vigilanza dei
collaboratori.
Nella scuola dell’infanzia (materna) anche se non ci sono dati espliciti, nel testo
allegato allo "Schema di piano programmatico del ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca di concerto con il ministero dell'economia e delle
finanze" si legge che l’aumento degli alunni per classe riguarderà anche le scuole
dell'infanzia e che i risparmi così ottenuti saranno reinvestiti per la generalizzazione
del servizio. In altri termini vuol dire che ci saranno più sezioni, ma con meno
insegnanti e con meno tempo scuola.
Nelle scuole secondarie di I grado (medie) viene ridotto il Tempo Prolungato e
ridotto a 29 ore settimanali il tempo normale (dalle 32/33 ore attuali). Con questa
misura è previsto il “risparmio” di 13.600 docenti.
Nelle scuole secondarie di II grado (superiori) viene generalmente ridotto
l’orario in tutti gli indirizzi, in misura maggiore negli istituti Tecnici e Professionali in
cui si passerà dalle 38/40 ore alle 32 settimanali. Questo significa diminuire il
tempo scuola per la cultura, i laboratori e le discipline.

RIFORMA DEGLI ORGANI COLLEGIALI E FONDAZIONI
Il progetto di Legge di V.Aprea prevede: “I consigli di circolo e di istituto saranno
sostituiti da consigli di amministrazione che avranno il potere di decidere se
trasformare l’istituzione scolastica in fondazione, con la possibilita` di avere partner
che ne sostengano l’attivita`, che partecipino ai suoi organi di governo e che
contribuiscano a raggiungere gli obiettivi strategici indicati nel piano dell’offerta
formativa e a innalzare gli standard di competenza dei singoli studenti e di qualita`
complessiva dell’istituzione scolastica”.

L’entrata delle fondazioni nell’istituzione scolastica comporta il condizionamento a
qualsiasi livello sulle scelte educative e didattiche da parte dei privati. Quindi non
maggiore autonomia delle scuole, ma bensì una dipendenza da enti privati che
niente hanno a che vedere con le esigenze formative dei bambini.
La trasformazione dei Consigli di Circolo o Di Istituto in consigli di
amministrazione costituisce la fine della partecipazione democratica dei docenti,
dei genitori e del personale A.T.A. alla vita della scuola.

Coordinamento insegnanti del 49° Circolo Didattico di Roma
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La mozione delle insegnanti al Ministro dell'Istruzione

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Sab 18 Ott 2008, 21:11

Alla c. a. del Ministro dell’Istruzione e della Ricerca

e, p.c. Al consiglio di Circolo del 43° C.D.


Oggetto: Mozione in difesa della funzione docente nella scuola pubblica dell’infanzia e primaria

Noi sottoscritti insegnanti del 43° Circolo Didattico di Roma, segnaliamo alla Sua attenzione i motivi del disagio che a nostro avviso le disposizioni da Lei emanate portano nella scuola:

Riteniamo assurdo e insostenibile che ogni nuovo ministro senta il bisogno di modificare dall’esterno, anche radicalmente, il sistema scolastico, e in particolare la scuola primaria, senza prima confrontarsi con la classe dei docenti e dei dirigenti scolastici composta da personale altamente qualificato e specializzato e che lavora nella scuola giorno dopo giorno spesso da molti anni.

Il maestro unico come depositario esclusivo del sapere non è più conciliabile con gli attuali programmi, ben più vasti di quelli di metà ‘900, e che necessitano di una specializzazione, di un continuo aggiornamento possibile solo con una pluralità di docenti. Gli insegnanti della scuola primaria, ormai specializzati a seconda degli ambiti loro assegnati, si aggiornano continuamente seguendo corsi specialistici, anche di livello universitario, e ciò rende possibile una didattica più mirata e di qualità.

E’ inopportuno che gli attuali programmi vengano modificati “essenzializzandoli”, poiché ciò significherebbe per gli alunni perdere una opportunità irripetibile: la scuola primaria, insieme agli anni che la precedono, coincide infatti con un periodo in cui la capacità di apprendimento del bambino è particolarmente significativa. In tale periodo il bambino ha bisogno di tempi dilatati per l’apprendimento e le metodologie di insegnamento vanno reiterate dando la possibilità a tutti di apprendere secondo i propri tempi, solo in seguito si può raggiungere una “essenzialità” del sapere.

Un maestro come unico riferimento necessario per una corretta crescita del fanciullo non è più, come 50 o 60 anni fa, una necessità pedagogica: il bambino non vive più il rapporto esclusivo figlio- mamma casalinga, ma, già dai primi anni di vita vive rapporti più articolati con figure come genitori, baby-sitter, nonni, educatori di asili nido e docenti delle scuole dell’infanzia.

Il maestro unico renderebbe impraticabile, anche per il sempre più esiguo numero di insegnanti di sostegno, una didattica volta all’integrazione, al recupero, all’arricchimento dell’offerta formativa possibile solo all’interno di una equipe pedagogica. Renderebbe altresì impossibili tutte le iniziative già in atto in questo, come in molti altri Circoli Didattici, come le classi aperte, i lavori per piccoli gruppi, i laboratori integrati, volti a far accrescere nei bambini l’autostima e ad integrare al meglio gli alunni diversamente abili, iniziative tutte che necessitano di competenza, tempo, contemporaneità, possibilità di raccordo tra docenti. Renderebbe poi ancor più gravosa la responsabilità civile nei confronti di alunni minori, dato anche l’esiguo numero di personale ATA, in particolare di collaboratori scolastici, che il Suo schema di piano programmatico intende ulteriormente diminuire.

Sottolineiamo qui l’importanza di non sopprimere le figure degli insegnanti specialisti di lingua inglese e di sostegno che forniscono alla scuola una professionalità specifica rivolta agli alunni e utile supporto per i colleghi, né è pensabile sostituire una formazione di alto livello con corsi pro-forma posti in essere tra docenti e di durata irrisoria.

Il tempo pieno come è concepito attualmente offre poi a tutti i bambini una opportunità di crescita e non un “parcheggio” per le ore pomeridiane. Togliere tale opportunità dalla scuola pubblica potrebbe determinare una discriminazione degli alunni meno abbienti, che non potranno permettersi di frequentare una scuola privata, la quale, al contrario continuerebbe ad offrire un tempo “di qualità” anche il pomeriggio, talvolta ad altissimo prezzo. Le professionalità della scuola pubblica sono state sempre rivolte a tutti i ceti sociali.

Mantenere il Tempo Pieno è necessario, è impensabile concentrare spiegazioni e relativi apprendimenti degli attuali programmi nelle 24 ore del decreto Gelmini (si calcola che un alunno perderebbe fino a 1500 ore di scuola nei cinque anni della primaria).

Riteniamo che, nella necessità di diminuire la spesa dello Stato, sarebbe auspicabile rivolgere i tagli ad altri settori pubblici meno essenziali del settore dalla formazione. La invitiamo, dopo una attenta analisi del funzionamento della scuola, a rivolgere la Sua attenzione verso altre opportunità di riduzione della spesa, salvaguardando la pluralità docente e il tempo pieno che noi consideriamo una conquista della didattica del nostro Paese.

Le ricordiamo infine che la scuola primaria italiana, secondo i dati forniti dal PIRLS è considerata tra le prime al mondo per i livelli eccellenti raggiunti. Perché cambiare ciò che funziona bene?

Pertanto, dopo una lettura attenta della proposta legislativa, le insegnanti, non ravvedendo alcun intento pedagogico-educativo, bensì l’obiettivo di ridurre la spesa nel settore dell’Istruzione Pubblica, si impegnano a mettere in atto tutte le iniziative che potranno contrastarla, nonché a sensibilizzare in tutti i modi l’opinione pubblica.
Dichiarano inoltre di aderire al coordinamento “Non rubateci il futuro”.

Roma 1 ottobre 2008
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La manifestazione di giovedì 30 ottobre

Messaggio Da Admin il Mar 28 Ott 2008, 19:52

Ecco il volantino per la manifestazione del 30 ottobre contro il decreto sulla riforma della scuola

MA QUALE TEMPO SCUOLA?... CE STANNO A DA' LA SOLA!!!


(TANTO PER RECUPERARE ANTICHE FORME DIALETTALI)


GIOVEDI' 30 PARTECIPEREMO ALLA MANIFESTAZIONE INSIEME ALLE ALTRE SCUOLE DEL MUNICIPIO.

APPUNTAMENTO h8.30 SCUOLA MANZONI via Lusitania DIFENDIAMO INSIEME UNA SCUOLA CHE FUNZIONA.

GIU' LE MANI DALLA SCUOLA PUBBLICA!!!!


lol!


h t t p : / / g r o u p s . g o o g l e . i t / g r o u p / g e n i t o r i e i n s e g n a n t i m a n z o n i


http://genitorieinsegnantimanzoni.googlegroups.com/web/A4_volantino%2030.pdf
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da milano

Messaggio Da alberta il Lun 03 Nov 2008, 14:15

da milano un lungo corteo di studenti, ma anche insegnanti, giovani meno giovani, papà con i figli e mamme, lavoratori autonomi che magari domani avranno dei bambini che vorrebbero in una società pluralista a partire dalla scuola, GARANTITA PER TUTTI! e gente, pacifica gente che intende manifestare il malcontento per le scelte dittatoriali, abusive, non democratiche di questo malgoverno che una parte dell'italia ha scelto.
vi invio un paio di foto che ho fatto con una mini digitale.
le altre analogiche ( da rullino) sono in sviluppo.
un saluto a tutti
alberta

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/foto-studenti-54/10.html
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/foto-studenti-54/3.html

alberta

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Gelmini... tra il serio e... Benni

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Dom 09 Nov 2008, 22:20

Cari studenti facinorosi,
sono la vostra amata ministra Gelmini.
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l'istruzione? Dall'asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perchè i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere. E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.

Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà , in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro. Secondo il Dmu (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio:
Biancaneve e i sette nani, perchè Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all'immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell'ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.
Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.
Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno.
Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato.
Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.
Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.
Proibito Hansel e Gretel, perchè i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.
Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è¨ brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà . Inoltre Andersen era gay.
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.
Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me. Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera.

Ma la vostra Ministra Unica.


(www.stefanobenni.it)
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La Camera ha vitato la fiducia per il decreto Gelmini sull'Università.

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Mer 07 Gen 2009, 20:59

La Camera ha votato a pieni voti la fiducia al governo sul decreto legge Gelmini sull'Università.

Come novità vi è il blocco delle assunzioni per le università che presentano una spesa per il personale troppo elevata, e l'innalzamento del turn over al 50% per favorire l'assunzione dei giovani ricercatori.


Per il reclutamento di professori e ricercatori sono previste delle commissioni tramite sorteggio, riducendo a uno il numero dei docenti nominati dalle facoltà.

Si aumenteranno però i finanziamenti per quelle università che presenteranno una migliore offerta formativa, come qualità della ricerca scientifica, ed efficienza delle sedi.


Borse di studio inoltre a tutti gli aventi diritto e fondi per la realizzazione di nuove residenze universitarie.
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Dott. A. Paliotti

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Re: Scuola - Decreto Gelmini. La spiegazione su You tube della Maestra Marina e Lettera del coordinamento genitori - insegnanti

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