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Sessuologia. Quando lui si volta dall'altra parte

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Sessuologia. Quando lui si volta dall'altra parte

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Lun 25 Ott 2010, 19:40


"Ogni quanto tempo in genere le coppie hanno dei rapporti sessuali?"

E’ la solita domanda che di frequentemente lo psicologo si sente rivolgere da donne sconcertate dall’atteggiamento del marito che, a parer loro, non sembra mostrare eccessivo desiderio sessuale nei loro confronti.

A volte è proprio inutile rispondere che non c’è una norma, che dipende dalle differenze individuali, dal periodo, dalle varie fasi della vita o altro, resta sempre in fondo al cuore una sorta di tristezza, di insoddisfazione: la donna che non si sente desiderata non si sente neanche amata, non solo, ma se già vive delle profonde insicurezze, si sente brutta e inutile fino a ricercare gratificazioni altrove.
Questo è uno dei capitoli che potrebbe riempire il libro delle incomprensioni tra un uomo e una donna. Sì perché alcuni uomini possono anche amare tantissimo una donna ma senza mai desiderarla, mentre invece, per altri, amore e sesso vanno di pari passo. Ma qual è la norma? E loro gli uomini come vivono i loro desideri, le loro attrazioni, la loro sessualità?

La sessualità per uomo assume una importanza particolare perché è strettamente collegata alla conferma che ha di sé, della propria identità maschile. E, se per una donna le conferme della propria femminilità avvengono attraverso anche altri canali, ad esempio aspetto fisico, mestruazioni, maternità, un uomo che non si sente potente sessualmente, che non riesce a soddisfare la propria partner, sentirà inevitabilmente la propria vita a metà, perché vedrà minato l’unico canale che gli dà maggiormente il senso di se stesso, della propria identità. Alcuni di loro, in questa situazione, riverseranno tutte le loro energie in altri campi, andranno alla ricerca di gratificazione e potere al fine di compensare ciò che avvertono come una propria carenza interiore, ad altri invece la consapevolezza della propria infelicità sessuale non farà altro che aumentare dei sentimenti di frustrazione per cui cercheranno in tutti i modo di risolvere il proprio problema.
Ma quali sono i fondamentali problemi sessuali che possono affliggere il nostro uomo?


 

a)Disturbi del desiderio. Una sorta di stanchezza sessuale, periodi in cui il sesso       perde di significato o che avrebbe bisogno di stimoli ulteriori;
  b) Disturbi dell’erezione, che vanno da quelle semplici defaillance occasionali a dei veri e propri quadri conclamati di disfunzione in cui la mancanza di erezione non ha mai consentito di avere dei rapporti sessuali completi. Ma accade pure di “riuscire”con delle partner e non con altre;
  c) Disturbi dell’eiaculazione che si possono manifestare sia in una eiaculazione ritardata, che si esprime nella difficoltà o addirittura nella incapacità di eiaculare in vagina, o anche, più frequentemente, in una eiaculazione precoce: difficoltà nel controllare l’eiaculazione che, alle volte, nei casi più estremi, può avvenire “ante portas”, cioè addirittura prima che avvenga la penetrazione.
In genere la richiesta di un intervento psicosessuologico concerne soprattutto l’eiaculazione precoce e i disturbi dell’erezione, le cui cause, una volta escluse patologie organiche che, sia nell’uno che nell’altro caso, possono incidere sulla prestazione, hanno come origine una situazione ansiosa. Ansia che può essere legata sia a conflitti profondi generati in epoche remote o una semplice ansia occasionale, da prestazione.

Oggi però si parla molto dei disturbi del desiderio, sempre più di frequente, difatti, notiamo uomini richiedere una consulenza per questo problema, magari spinti dalle insistenze della partner.
Si tratta di persone che hanno in genere una età che varia dai 35 ai 55 anni, accusano un calo o la totale assenza del desiderio che determina una  scarsa attrazione nei confronti della propria partner per cui evitano i rapporti, ma quando saltuariamente avvengono, li vivono quasi come un esercizio ginnico, una sorta di dovere coniugale, il che per una donna a volte può esser peggio che non averne affatto!

Le motivazioni di tali problemi possono essere tante e varie. Non sempre esiste un evento particolare che allontana sessualmente due persone. Alle volte è inversamente proporzionale: come si accende il desiderio nella donne tende ad affievolirsi nel maschio. L’uomo ha bisogno, il più delle volte, di dominare, di sentirsi l’artefice di una situazione erotica, un desiderio prorompente della sua compagna potrebbe spaventarlo e metterlo in fuga.

E poi vi sono alcuni uomini che si rapportano alle donne come se temessero di essere fagocitati, sono gli eterni scapoli, o che si sentono tali anche se sposati da trent'anni, coloro che sanciscono ogni due minuti esigenze di libertà. Si comportano come eterni seduttori senza però riuscire a godersi sino in fondo la propria donna. Difatti dei rapporti troppo intensi, troppo intimi, potrebbero far riemergere delle profonde angosce legate a problematiche emotive passate.

Ma cosa dovrebbe fare una donna quando il suo uomo si gira dall’altra parte? Occorre insistere, cercare di stimolarlo in qualche modo, oppure lasciar perdere?

Alla base di tutto occorre che ci sia sempre la capacità di saper comunicare. Non bisogna aver paura di prendere una iniziativa, o di parlare, né tanto meno di scontrarsi su punti di vista differenti. In ogni situazione problematica all'interno della coppia, meglio una discussione attiva e vitale piuttosto che far naufragare una relazione in una sorta di apatia, di “facciamo finta che tutto va bene”.

Perché se vi sono dei malesseri è sempre meglio dirselo. Con tatto, con delicatezza e soprattutto con amore. Ma soprattutto evitando accuse del tipo: Hai problema devi farti curare! Oppure: Hai un'altra donna, confessa!
Che sarebbe il modo più sbagliato per affrontare il problema.

Ma, quando la strada dell'allusione, dell'approccio più o meno esplicito risulta vana, occorre allora intraprendere con tenerezza la via del dialogo: “Sai... è da un po' di tempo che non stiamo insieme, ma secondo te da cosa può dipendere? C'è qualcosa che non va? Se abbiamo un problema... parliamone. Siamo giovani perché rinunciare a un piacere? A un aspetto bello della vita?”

A questo punto nella maggior parte dei casi l'uomo risponderà che è stanco, che vi sono dei problemi al lavoro, che non ha desiderio. Ma potrebbe anche accadere, in una delle peggiori ipotesi, che tenderà ad accusare la donna di non essere come lui vorrebbe.
Ma non bisogna avvilirsi. Vi sono persone che che non tollerano proprio che qualcuno metta il dito sulla propria piaga e reagiscono difendendosi negando a tutti i costi, oppure aggredendo.
Sia alla negazione che all'eventuale aggressività occorre contrapporre un atteggiamento sereno e tranquillo, ma deciso. “Si, ok il problema può essere anche mio, ma allora facciamo qualcosa... parliamone o rivolgiamoci ad un esperto... io sono disponibile a mettermi in discussione. In fin dei conti un problema sessuale è un problema di coppia.”

E non è un espediente, ma la verità.
Un problema sessuale, seppure manifestato da uno dei partner, è nella maggior parte dei casi un problema di coppia, o comunque in ogni caso lo diviene.  Ed allora è principalmente attraverso il dialogo, i chiarimenti, che la coppia inizia a cercare le proprie risoluzioni e, nel caso non riuscisse a trovarne e il malessere con il tempo diviene più intenso, ecco che occorre decidersi di rivolgersi ad un esperto, un sessuologo o uno psicologo esperto in sessuologia.

Perché le soluzioni ci sono, esistono, la sessuologia ha compiuto dei passi da gigante.

Ma sarebbe opportuno, però, cercare innanzi tutto di comprendere i momenti, i periodi difficili, che potrebbero provocare un momentaneo, fisiologico calo del desiderio.
Lo sbaglio più grande sarebbe quello di pretendere, di colpevolizzare o, ancor peggio di colpevolizzarsi.

Serenamente occorre saper aspettare, saper ascoltare, saper anche riscoprire l’arte dell’erotismo che possa stimolare senza invadere, e non dimenticare mai che il desiderio, come l’amore, è un dono, un qualcosa che non nasce a richiesta: occorre quindi anche imparare a saper accettare un rifiuto.
Non è facile. Sicuro. Ma di certo non impossibile.


Dott. A. Paliotti

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