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Chi va dai transessuali? Gli uomini eterosessuali o i gay?

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Chi va dai transessuali? Gli uomini eterosessuali o i gay?

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Gio 14 Gen 2010, 08:37



Un fatto di cronaca di qualche mese fa, ha messo in luce un mondo che i più ritenevano marginale, come se ruotasse intorno a se stesso: il mondo della prostituzione dei transessuali.

Ed invece si è visto che oggi sui marciapiedi e negli appartamenti, a prostituirsi sono più uomini che donne, travestiti e transessuali che vendono il proprio corpo con un notevole giro di affari.

Si pensava che da loro ci andassero i gay e invece no.

Da loro vanno dei signori comunemente eterosessuali, con giacca e cravatta e moglie e figli a casa. Come potrebbe essere il nostro avvocato, il commercialista, il vicino di casa, il deputato. Come il proprio marito o fidanzato.

E dopo il primo sconcerto e disappunto, dopo le notti insonni di mogli e fidanzate, quasi a voler ripristinare un certo ordine e dare una regola al fenomeno, si sta trasmettendo il messaggio, a livello più o meno subliminare – così come da una trasmissione televisiva di ieri - che a ricercare la prostituzione dei travestiti o dei transessuali può essere qualsiasi uomo comunemente eterosessuale.

Occorre a questo punto fare chiarezza. Perché quando si hanno le idee chiare tutto è più semplice. E invece sembra che si aggiunga confusione su confusione al punto di non sapere quale sia la realtà.

Un uomo che ricerca sessualmente un altro uomo, seppure travestito da donna, o un transessuale, con organi sessuali maschili, per avere rapporti sessuali attivi o passivi, è spinto e mette in atto una propria componente omosessuale.
E su questo non credo ci siano dubbi.

Il problema riguarda invece la mancata accettazione di tale componente che, a livello consapevole, può essere più o meno latente.
Provare delle pulsioni non è una colpa, ma creare confusioni tra l'agire una pulsione e il rifiuto e la negazione della stessa, potrebbe creare e alimentare un conflitto interiore con danni nei confronti soprattutto di se stessi.

Sia ben chiaro che non si vuole esprimere alcun giudizio sugli omosessuali o sui transessuali, persone rispettabilissime con dei vissuti di sofferenza e complicati percorsi di accettazione, ma che, per lo più, vivono una coerenza interiore con se stessi.

Un altro discorso invece è per quanto concerne una persona che si sente eterosessuale e ricerca sessualmente e a pagamento un travestito.

I vari servizi giornalistici sui transessuali e sui loro clienti, non hanno purtroppo potuto mettere in evidenza la sofferenza interiore, direi quasi una lacerazione, che vive la maggior parte delle persone che ricercano la prostituzione transessuale, e il disagio interiore enorme quando poi rientrano a casa ed evitano gli occhi della mogli e dei figli.

Ma perché avviene tutto questo?
La pulsione non è un dramma, se si vive in sintonia con l'accettazione della stessa, ma quando poi vi è il rifiuto, fino alla negazione di parti di sé e dei propri comportamenti, l'agire la propria pulsione negata diviene la concretizzazione di un conflitto che si reitera e crea ulteriore disagio psichico.
Ma vi siete mai chiesti la funzione della droga, della cocaina in particolare, in tali contesti?
Per la necessità di abbassare il livello di consapevolezza e di lucidità per potersi consentire di agire una pulsione inaccettabile.

In tutto questo anche il degrado dei valori su cui si sta strutturando la società ha una grossa parte di responsabilità.
Si vive in un mondo basato sul principio del piacere, dove pare tutto sia concesso.
Anche i nostri governanti che dovrebbero dare un esempio di regola, di ordine, si lasciano andare a comportamenti poco corretti per cui tutto sembra lecito, basta che porti piacere e soddisfazione...

Non è un discorso moralista, non lo sono affatto, ma mi batto e lotto per il benessere dell'individuo e per il benessere sociale.
E il piacere e la soddisfazione si possono ottenere solo quando vengono inseriti in un progetto esistenziale congruo con i propri bisogni e aspettative.
Una soddisfazione immediata, data da pulsioni istintive che non si accettano non è costruttiva, non ha un proprio significato.

Ma allora cosa fare? Come uscirne? Come gestire una pulsione, un desiderio che non si accetta e si ritiene”differente”?
Qualsiasi disagio interiore è opportuno analizzarlo insieme con un tecnico specialista. Esistono delle strade per la comprensione e la ricerca di percorso di costruzione e di benessere.
Ognuno logicamente ha i propri percorsi di vita ma, a prescindere da tal contesto, in presenza di un qualsiasi conflitto o disagio interiore, quando si vede che da soli non si riesce a trovare una via di uscita, ecco allora che diviene opportuno parlare con uno psicologo. Senza paura, senza sentirsi malati, ma ritrovando in sé il desiderio di andare avanti.
E si è sempre in tempo per farlo.

Perché l'obiettivo è per tutti di vivere serenamente, una serenità e una pienezza interiore che si raggiunge solo ritrovando congruità con se stessi di modo che si possa dare senso ai propri giorni e una continuità costruttiva alla propria esistenza.
Ed è la piena realizzazione di sé.


Sembra complicato? Impossibile?
Non lo è affatto. Occorre solo imparare a conoscersi e ad accettarsi, a scoprire le proprie motivazioni e le proprie potenzialità, quelle qualità che ognuno ha nascosto in sé ma di cui spesso purtroppo non si è consapevoli.
Occorre solo un po' di coraggio, un po' di forza di volontà, ma ne vale sempre la pena se si persegue un obiettivo che dia benessere.



Dott.ssa Assunta Paliotti
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Dott. A. Paliotti

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