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La mancanza di sonno accresce il rischio di depressione degli adolescenti.

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La mancanza di sonno accresce il rischio di depressione degli adolescenti.

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Dom 03 Gen 2010, 23:43

Secondo uno studio della Columbia University negli Stati Uniti, pubblicato dalla rivista Sleep, il rischio di depressione aumenta del 24% negli adolescenti che abitualmente si coricano dopo mezzanotte rispetto a coloro che vanno a letto intorno alle 10.

Inoltre, coloro che dormono 5 ore per notte, rispetto a coloro che ne dormono sette, hanno un rischio aumentato di depressione addirittura del 71%!

ll professore James Gangwisch, autore dello studio, dice che, erroneamente, si ritiene che gli adolescenti abbiano un minor bisogno di dormire rispetto ai ragazzi più piccoli.
In realtà è una falsa convinzione perché, anche in epoca adolescenziale, occorre che le ore di sonno siano adeguate.

I ragazzi, oggetto dello studio in questione, dormivano in media 7 ore e cinquatatré minuti, invece delle nove ore di cui hanno necessità ogni notte.

Se a commento dei risultati è stato asserito che gli adolescenti dormano di meno per compensare il fatto che si alzano prima dei ragazzi più piccoli, non è da sottovalutare che le opportunità di svago e di comunicazione che offrono le nuove tecnologie - tipo facebook, MSN e affini - contribuiscono a tenere il ragazzo attivato fino a tarda sera.

Occorre quindi fare in modo che ai giovani possa arrivare tale messaggio, ma non come una imposizione genitoriale, che per definizione, in quell'epoca della vita, viene rigettata a priori, ma incentivando il loro senso di responsabilità nei confronti di loro stessi.

Per alcuni genitori potrebbe non esser semplice, in particolare in quelle famiglie dove il conflitto genitore/adolescente (peraltro quasi fisiologico nella dinamica evolutiva della famiglia) è di continuo esasperato da continui litigi, ma occorre ricordare che non è impossibile.

Se il percorso obbligato verso la differenziazione del giovane e il riconoscimento di sé, può essere molto doloroso sia per ragazzi che per i loro genitori, può essere anche un cammino molto bello sia da parte del giovane, che impara a riconoscere le proprie potenzialità che sono appannaggio del mondo adulto, sia da parte del genitore che riscopre una nuova modalità di rapportarsi al proprio figlio.
A tal proposito esistono in ogni caso delle modalità di comunicazione efficaci che consentono di riscoprire man mano delle nuove modalità di relazionarsi ad una realtà in continua evoluzione.
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Dott. A. Paliotti

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