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Il transessuale - problemi di identità di genere

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Il transessuale - problemi di identità di genere

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Mer 04 Nov 2009, 23:23

E' notizia di questi giorni. Un insospettabile uomo politico è stato colto in intima compagnia con una prostituta transessuale.
Al di là della questione politica, la vicenda ha destato sorpresa e un enorme scalpore.
Da più parti le persone si interrogano su cosa abbia mai potuto spingere un uomo apparentemente eterosessuale, a frequentare il mondo della prostituzione transessuale che, nella concezione comune, è un ambito ritenuto chiuso in se stesso e posto ai margini della società.

Ma se in un primo momento la vicenda scatenante ha destato solo scalpore e ironia a esclusivo scapito del malcapitato in questione, man mano è accaduto che, con l'abbondanza delle discussioni che si sono succedute in merito, e grazie a un certo modo di fare televisione dove le chiacchiere di personaggi più o meno noti, non si sa per quale motivo, assumono carattere di leggi scientifiche e universali, si è iniziato, in ogni caso, tra le tante ipotesi balorde, a comprendere alcuni aspetti di quel mondo sconosciuto.
Un mondo che desta sconcerto e sgomento, e che ha insinuato il terribile sospetto, il dubbio, in tantissime donne, circa la vera identità di mariti e fidanzati, alterando e sconvolgendo certezze ed equilibri familiari.
Perchè è emersa la vera realtà sul mondo dei transessuali e su un certo tipo di fiorente prostituzione alimentata da un gran numero di uomini, quelli normali, con a casa mogli e figli.
Uomini eterosessuali che cercano i travestiti.

Io questa realtà l'ho appresa quando, giovane psicologa, lavoravo in un centro di sessuologia.

Un pomeriggio entrò nel mio studio una bella signora. Di circa quarant'anni, con un tailler di una eleganza distinta.
Senza tanti preamboli e con sorriso, si sedette ed esordì stupendomi:
- Innanzi tutto non sono una donna
e alla mia sorpresa, aggiunse:
- Fuori c'è il mio... compagno. si vergogna un po' quando usciamo insieme, sa... io sono un po' appariscente con vestiti maschili, e a lui dà fastidio. E ho scoperto che vestendomi da donna nessuno mi guarda.
Lo avevo visto fuori, il fidanzato, un omone con baffi e barba. Guardo la signora elegante e presto scopro che si chiama Pasquale.
Pasquale si prostituiva, spopolava travestito con abiti bellissimi e appariscenti nei posti bene della città, e quel suo fidanzato era una specie di protettore. Un protettore per modo di dire perché Pasquale si sapeva benissimo proteggere da solo..
In parole povere quel protettore era uno solo sfruttatore.
Ma che ci faceva Pasquale in un centro spscializzato nella risoluzione di problemi sessuali?
- Sa, mi dice Pasquale, ho problemi di erezione.

E al mio stupore, che in quell'epoca non sapevo che a un travestito occorresse un'erezione, lui-lei aggiunse:
- Da me vengono gli uomini, quelli con i baffi, sposati e con i figli a casa! E lo sa? Vengono proprio per "quello" e vogliono anche rapporti passivi... cara mia... Io ci lavoro con il mio sesso, per mantenere il mio tenore di vita mi occorrono cinque milioni al mese.. e poi come mantengo lui... e fa cenno dietro la porta al fidanzato... e i suoi capricci? Ho bisogno di una cura e subito!
La volta successiva scoprii che Pasquale non aveva mai avuto rapporti sessuali passivi, non l'avrebbe mai accettato! Vestito da donna aveva solo rapporti attivi.
- E con il preservativo... per carità! Mica sono scemo io!
Quella sera anche io, come tanti oggi, rimasi sconvolta.
Sembravano una coppia come tante, un uomo e una donna, solo che l'uomo aveva nel rapporto la parte passiva femminile, mentre la donna la parte attiva maschile.
Con il tempo compresi che Pasquale non era un transessuale, ma un omosessuale travestito.

Perché il transessuale è altro.

Il transessuale è quella personalità che vede crescere il proprio corpo in un genere che non gli appartiene, che quando, sin da piccolo, si specchia nei giochi o negli atteggiamenti di coloro che dovrebbero essere del suo stesso sesso, non si riconosce.
L'abnorme psichico del transessuale è il sentirsi donna in un corpo da maschio, o al contrario, per coloro di sesso femminile, prediligere comportamenti maschili e detestare quelli femminili.

E man mano che ci si addentra in questo mondo, iniziano a delinearsi i contorni di una realtà dolorosa spesso impensabile per la maggior parte delle persone.
Perché l'universo del transessualismo ha dei contorni assai ampi e complessi che partono da realtà dolorose, fatte di incomprensioni e mancanza di accettazione, che con il tempo, per chi riesce a non cedere alla depressione, all'alcol e alla droga, si trasformano in una sfida nei confronti di quella società che gli è stata ostile sin dall'inizio. Sin dal proprio contesto familiare, dal quale non si è mai sentito compreso, accettato, amato.

(continua)
D.ssa Paliotti



Ultima modifica di Dott.ssa Paliotti il Mer 23 Feb 2011, 12:19, modificato 5 volte
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Re: Il transessuale - problemi di identità di genere

Messaggio Da Dott. A. Paliotti il Dom 08 Nov 2009, 18:43

Gli interrogativi che si aprono sono tanti, così pure i punti di vista. Perché il transessualismo porta con sé un fenomeno che da qualsiasi lato si voglia indagare, assume la connotazione dell'ambiguità e del malessere.
A iniziare dal genere grammaticale.
Fino a qualche anno fa, era uso comune, magari tratto dalla terminologia scientifica, utilizzare, nella definizione del transessuale maschio anagraficamente, un articolo maschile che, nel linguaggio corrente, diveniva il trans. Ma ultimamente sta diventando uso corrente (magari divulgato dagli stessi) utilizzare l'articolo al femminile: la trans.
Come a sottolineare che l'aspetto predominante, in una persona che nasce biologicamente uomo ma che si sente donna, è l'aspetto psicologico femminile e la negazione dell'aspetto biologico maschile.

Ma al di là di curiosità linguistiche, che in ogni caso sono lo specchio di una trasformazione sociale, occorre approfondire il tema dell'ambivalenza.

Da sempre l'uomo è alla ricerca di sicurezze e di situazioni di stabilità.
Ma un transessuale ben presto comprende la propria difficoltà di rapportarsi con certezza, sia pure con se stesso. Cresciuto con il disagio di nascondere o di vedere rifiutate parti di sé, deve presto imparare a mediare tra un modo di sentirsi e uno di essere. Due mondi in contrapposizione tra di loro.
La personalità che ne deriva si struttura quindi su due caratteristiche fondamentali: la negazione e l'ambiguità.
La negazione della propria fisicità nelle caratteristiche sessuali primarie e secondarie.
E l'ambiguità che ne caratterizza il modo di muoversi in un mondo che lo vuole appartenente a un sesso definito anagraficamente mentre, nel suo sentire più profondo, si sente del tutto differente.

Ma la negazione di parti di sé non ha mai giovato a nessuno: negare se stessi genera un conflitto che conduce a stati di malessere e di estremo disagio interiore.

Per comprendere il transessuale quindi, occorre innanzi tutto comprenderne la sofferenza.
Una sofferenza strutturata su più livelli che ha inizio in epoca adolescenziale, se non infantile, quando vi è la percezione del rifiuto da parte dell'ambiente - finanche spesso dalla propria famiglia - che si somma al malessere emotivo determinato dalla negazione di sé.
Una condizione che, in mancanza di un sostegno adeguato, apre la porta al disagio psichico e all'abuso di psicofarmaci e altre sostanze.

Ma alla sofferenza ognuno reagisce come può. Con i mezzi fisici, intellettivi, culturali che ha a disposizione. E in alcune zone dove maggiormente impera l'ignoranza e il pregiudizio può accadere che per i transessuali nati maschi anagraficamente la vita può essere molto dura.
Se sei un transessuale e cerchi un posto da impiegato ne avrai solo porte sbattute in faccia.
Se sei un transessuale e vuoi fare il medico o l'avvocato, probabilmente nessun cliente verrà mai da te. Ma in particolari contesti è difficile che un transessuale diventi medico o avvocato perché il malessere non consente la concentrazione necessaria per perseguire tali obiettivi.
Se sei un transessuale e sogni l'amore di un uomo a 18 anni, probabilmente ben presto la vita ti insegnerà che quell'amore passa attraverso quella parte del tuo corpo che più detesti.

Perché capita. Spesso. E più di quanto si possa immaginare, che da ragazzino sogni di diventare donna e di trasformare il tuo corpo per poter realizzare il tuo sogno di essere amato da un uomo, proprio come una donna.
E allora inizi a far di tutto per trasformare il tuo corpo per esser donna, fino al miraggio della “operazione", che finalmente ti renderà felice.
Ma non è facile operarsi.
L'intervento di RCS (Riassegnazione Chirurgica del Sesso) è una mutilazione. E se vuoi che riesca al meglio occorrono tanti soldi.
Se hai soldi fai in un attimo, ma devi superare la paura della mutilazione per una penetrazione che non ti darà nessun piacere, perché una vagina, in qualsiasi modo possa venire ricostruita, non ha le innervazioni adatte per il piacere sessuale.
Ma se sei ancora ragazzo tante cose non le sai, e cerchi il modo per trasformare subito il tuo corpo, e faresti qualsiasi cosa per avere subito i soldi che ti occorrono. E a questo punto sempre appare qualcuno, una brava amica, che ti indica il modo veloce per far soldi.
Magari prima rifiuti, poi ci rifletti e poi ti butti.
E allora capita, spesso capita, che pian piano impari.

Impari il modo per rapportarti a un mondo che ti rifiuta, ma ti cerca.
Impari che quella parte del tuo corpo, di cui ti volevi sbarazzare, è in realtà uno strumento di potere nei confronti di quegli stessi uomini che non ti amano, ma ti cercano. E quando ti cercano ti senti forte, e la rabbia che hai accumulato dalle frustrazioni, le derisioni, la mancata accettazione, si placa e trova soddisfazione nel vedere finalmente l'uomo, di cui invano desideravi l'amore, in tuo potere.
E allora capita che all'operazione non ci pensi più.
D.ssa Paliotti

Vedi anche
Licia. La storia di una mancata identità di genere
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